A proposito di rotatorie, e non solo!!!
Con questa nota desideriamo affrontare una questione a nostro avviso scarsamente attenzionata, ma di vitale importanza nella nostra città.
Nello specifico vogliamo segnalare la situazione della rotatoria all’ingresso nord di Siracusa, il Largo Luigi Grazioso all’inizio del Viale Scala Greca.
Non ci interessa qui discutere la questione generale delle rotatorie: gli aspetti positivi e negativi sono noti e la circolazione generalmente caotica a Siracusa ha tratto sicuramente dei benefici dall’introduzione di alcune di esse. Tuttavia, nello specifico, notiamo un grave problema da sottoporre sia al Sindaco, sia alla Protezione Civile.
Ma veniamo ai fatti. Per la istituzione delle rotatorie, la nota del Ministero dei Trasporti è molto chiara: “Essa è (…) esclusa per strade urbane di scorrimento. “
Adesso, sta di fatto che sulla pianta per l’evacuazione in caso di calamità della Protezione Civile (http://www.comune.siracusa.it/index.php/it/gli-uffici/76-servizio-di-protezione-civile) proprio quel punto si trovi su di una via di fuga principale, e questo ben prima che si palesasse il problema del cavalcavia della Targia. Quello, infatti, è un altro problema che vedremo dopo.
– come potete vedere dall’immagine sopra, il cerchio rosso rappresenta la rotatoria in questione, e dalla legenda a destra, il Viale Scala Greca costituisce una delle vie di fuga principali della città di Siracusa.
Inoltre, misure alla mano, quella rotatoria rientra tra le cosiddette “rotatorie compatte”, comprese cioè tra quelle con diametro complessivo tra 26 e 40 metri. Essa, comunque, non raggiunge i 35 metri di diametro e vi è, pertanto, vietato il transito dei mezzi pesanti, indipendentemente dal fatto che al momento i mezzi pesanti da lì non possano transitare a causa dei problemi sul viadotto. Per ulteriori informazioni, sul web troverete facilmente numerose fonti riguardo la progettazione e costruzione delle rotatorie, ed in particolare vi suggeriamo la lettura di questo documento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (http://files.meetup.com/615487/Norma-INTERSEZIONI.pdf)
In sostanza, nella città con il più elevato rischio sismico d’Europa, la principale via di fuga in caso di calamità si troverebbe parzialmente ostruita da una specie di tappo (o imbuto) creato da una rotatoria troppo piccola.
Come ovviare rapidamente a tale problema?
– Una soluzione immediata potrebbe essere costituita dall’eliminazione dell’aiuola con relativo innalzamento al centro.
– Esistono, infatti, delle soluzioni alternative, che magari saranno meno estetiche delle piante, ma che in caso di calamità permettono ai mezzi soccorso di transitare rapidamente, permettendone un suo attraversamento al centro.
– Basterebbe, ad esempio, segnalare il divieto di transito al centro con un cerchio di faretti illuminati ed una leggerissima cunetta, come si vede già in zone ad alto rischio sismico, come la California, in vari Paesi Occidentali e persino in Marocco.
Ripetiamo, a qualcuno l’argomento potrà sembrare una perdita di tempo di poco conto, ma vorremmo evitare di dover un giorno aggiungere un restringimento inutile sulla principale via di fuga tra le “tragiche fatalità” di cui nessuno poi si sentirà responsabile.
Il problema della circolazione all’interno delle rotatorie, non correttamente e specificatamente normato dal codice, è stato nel tempo fortemente “interpretato” ad uso e consumo. Ad oggi è tutt’altro che raro trovare interpretazioni della norma con ordinanze sindacali a giustificazione di tali differenti norme comportamentali. Vale la pena ricordare che l’unica norma è quella dettata dalla legge vigente ed a tal fine in molti si sono rivolti al Ministero dei Trasporti per un parere (che costituirebbe l’interpretazione ufficiale della norma) circa la norma di circolazione universalmente riconosciuta. A tal fine il Ministero dei Trasporti (a firma del Direttore Generale Dott. Dondolini) ha rilasciato il proprio parere che recita:
“[…]l’immissione nella circolazione sull’anello delle rotatorie è generalmente regolata con il segnale “dare precedenza” di cui all’art. 106 del Regolamento (DPR n. 495/1992). La realizzazione delle intersezioni a rotatoria è contemplata dal par. 4.5 delle “Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle intersezioni stradali”, approvate con Decreto 19 aprile 2006 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (G.U. n. 170 del 24.07.2006). Trattandosi di intersezioni a raso, tale realizzazione non può essere indiscriminata, ma limitarsi alle tipologie di strade elencate nella Figura n. 3 – par. 3. Essa è pertanto ammessa solo tra strade ad unica carreggiata, e cioè extraurbane secondarie, strade locali extraurbane e urbane, e strade urbane di quartiere; è esclusa per strade a due carreggiate, e cioè autostrade, strade extraurbane principali e strade urbane di scorrimento. La circolazione sull’anello deve essere organizzata sempre su una sola corsia (e deve conseguentemente svolgersi in accodamento), come indicato nella Tabella n. 9 – par. 4.5.2. La larghezza dell’unica corsia, appositamente prevista per consentire l’inserimento dei complessi formati da motrice e rimorchio, non giustifica la circolazione in affiancamento, né è prevista dalle norme citate la presenza di più di una corsia. In base al diametro della circonferenza esterna, si distinguono rotatorie convenzionali (tra 40 e 50 m), compatte (tra 25 e 40 m) e mini-rotatorie (tra 14 e 25 m); per sistemazioni con “circolazione rotatoria”, che non rientrano nelle tipologie di “intersezioni a rotatoria” descritte dal par. 4.5.1 delle suddette norme, le immissioni devono essere organizzate con appositi dispositivi […]”
(rif: Ministero dei Trasporti, Dipartimento per i Trasporti Terrestri Direzione Generale della Motorizzazione,Divisione VIII – Parere 15 maggio 2008, Rif. nota fax del 23.11.2007, oggetto: Circolazione su rotonde)
In concomitanza con l’allarme che lanciamo in merito alla sicurezza della via di fuga della zona nord della città, rappresentata da Viale Scala Greca, non possiamo dimenticare l’incresciosa situazione che si porta avanti da parecchi mesi ormai, e che riguarda il viadotto che da Viale Scala Greca porta a Contrada Targia, e che rappresenta l’unico punto di ingresso/uscita della zona nord della Città di Siracusa.
Sono mesi che tale viadotto non è utilizzabile al 100%, in attesa che vengano stanziati 6 milioni di euro per procedere al suo rifacimento. Come apparso su www.giornalesiracusa.com, la situazione attuale è questa: “Dopo aver reso percorribile solo in un versante in uscita ed uno in ingresso il viadotto, si attendono i lavori di consolidamento e messa in sicurezza. E si dovrà attendere ancora per molto se è vero che servono almeno 6 milioni di euro per rifarlo di nuovo. Dopo i sopralluoghi dei tecnici e le perizie statiche effettuate si è imposto ai mezzi pesanti di uscire da Belvedere. Ma intanto l’unica via di uscita dalla città è tenuta come se fosse a senso unico alternato o poco più.”
Abbiamo lanciato una petizione sull’argomento dove chiediamo al Sindaco di Siracusa, all’Assessore alla Protezione Civile, al Dirigente della Protezione Civile. di attivarsi per reperire i fondi necessari, in quanto loro sono i responsabili della sicurezza dei cittadini.
Sotto trovate il link relativo alla raccolta firme:
MoVimento 5 Stelle Siracusa, Grilli Aretusei








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