M5s: che vergogna questa gestione degli impianti sportivi a Siracusa
Gli impianti sportivi pubblici di Siracusa stanno letteralmente andando a pezzi. Le immagini della piscina della Cittadella con l’acqua verde o quelle della pensilina del De Simone danneggiata dal vento e così abbandonata, sono fotografia impietosa dell’incapacità gestionale di questa amministrazione verso un tema centrale per la qualità della vita come lo sport.
Quello che preoccupa, e che emerge con forza, è l’incapacità manifesta nel rispondere agli imprevisti che, pure, possano accadere. Una volta che si manifesta un problema, appare sempre insormontabile per questa amministrazione, incapace di andare oltre scuse di facciata e di cui i siracusani sono ormai stanchi, in ogni campo.
Nell’assenza di un solo intervento risolutivo e in mezzo a mille promesse non mantenute, chiediamo al sindaco ed all’assessore allo sport se non sia arrivato il momento di dimissioni responsabili, prendendo atto dei propri limiti oltre all’impegno. Così il gruppo del Movimento 5 Stelle Siracusa.
Paolo Ficara appare particolarmente amareggiato. “Lo sport è vita, è opportunità di crescita, riscatto e vivere civile. Un anno fa di questi tempi eravamo convinti che la gestione della Cittadella dovesse tornare in mano pubblica, di fronte alle numerose ombre della gestione privata. Ma questi 8 mesi di gestione pubblica sono stati semplicemente un disastro, più di uno in giunta dovrebbe prima vergognarsi e poi dimettersi”.
Stefano Zito era riuscito con un suo emendamento a fare arrivare 500mila euro dalla Regione (350mila poi integrati di ulteriori 150mila euro), per gli impianti sportivi e le aree gioco per bimbi. “L’amministrazione comunale non è riuscita a spendere neanche un solo euro di quelle somme. Questo dimostra che il problema non è solo economico, piuttosto di incapacità gestionale di un sindaco e di un assessore”.
Per il M5S Siracusa non basta la promessa di un futuro (quando?) con due nuove strutture sportive da realizzare, di fronte ad un presente di scempio e incapacità gestionale e politica.
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