Incidente ISAB SUD
L’incidente occorso nella sala compressori dell’impianto 500 della ISAB SUD, pone all’attenzione dell’intera cittadinanza aretusea il problema del raggiungimento di quelle condizioni di sostenibilità che devono garantire la prosecuzione delle attività produttive nel rispetto e salvaguardia dell’ambiente e delle popolazioni che vivono a ridosso degli impianti petroliferi e petrolchimici del triangolo MELILLI AUGUSTA PRIOLO.
Come si è appreso da fonti qualificate, l’incidente sarebbe stato causato dalla rottura di una tubazione di uno dei compressori idrogeno dell’impianto 500.
Pertanto, non è un compressore la causa dell’avvenuto scoppio e della conseguente onda d’urto avvertita in tutta la zona nord di Siracusa, quanto una tubazione che è posta in mandata al compressore stesso.
Ogni apparecchiatura come ogni tubazione, di prassi, dovrebbe essere sottoposta a rilievi spessi metrici e di corrosione, così come ad un radicale programma di monitoraggio delle emissioni fuggitive, come previsto dalle AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale).
Tutto dipende dalla cadenza di questi controlli così come dalle decisioni che vengono assunte nell’eventualità che, dopo opportune verifiche, si verifichi che lo spessore della tubazioni stia rapidamente tendendo al valore minimo ammissibile.
Nello stesso tempo ci si chiede se il problema non sia stato determinato da un cedimento per fatica della stessa tubazione, causato dalle vibrazioni stesse del compressore, che in genere sono controllate attraverso apposite sonde le quali hanno il compito di registrare il livello delle stesse e, in caso di sopravvenuto superamento di un valore soglia, inviare un allarme proprio alla vicina sala controllo.
Tutte ipotesi che saranno vagliate dalle autorità competenti e che, speriamo, saranno verificate adeguatamente.
Rimane da sottolineare che un incidente di tal genere poteva avere conseguenze ben più gravi se, all’interno della locale sala controllo attigua al compressore su cui si è verificata l’esplosione, vi fossero stati addetti operativi e capi turno.
È necessario che le Società Petrolifere si dedichino con maggiore attenzione non solo al raggiungimento di un elevato standard qualitativo dei controlli, ma si facciano carico, attraverso adeguati investimenti, di programmare attività di ingegneria di manutenzioni in linea con gli standard di sicurezza più elevati, in relazione soprattutto alla vetustà delle apparecchiature che caratterizza l’asset stesso della Raffineria ISAB SUD.
Come ribadito anche dal nostro portavoce Stefano Zito, “auspichiamo che le stesse Società si adoperino affinché sia garantito, a fronte di elevati know how interni e di professionalità acquisite per meriti e non per conoscenze e clientele, uno standard manutentivo di elevato livello qualitativo, al fine di scongiurare incidenti simili”.
Come gruppo M5S GRILLI ARETUSEI, invitiamo pertanto ad evitare inutili strumentalizzazioni politiche da parte di coloro i quali, senza peraltro conoscere le dinamiche tecniche e produttive delle Raffinerie, indirizzano proposte meramente strumentali a fini propagandistici.
Invitiamo fortemente CONFINDUSTRIA a farsi carico delle preoccupazioni della collettività, e ad intimare maggiori controlli ai loro aderenti, in modo da garantire una rendicontazione pubblica, sia sugli investimenti in materia di miglioramento degli standard di sicurezza sia sui piani di manutenzione e sulle relative voci di spesa ad essi dedicati.
MoVimento 5 Stelle, Grilli Aretusei

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