Appalti, sprechi e spending review a Siracusa
Esaminando le determine e le delibere del Comune di Siracusa, la nostra attenzione è stata catturata da un nome che compare spesso, ed è quello della Consip.
La Consip è la società del Ministero del Tesoro (http://www.consip.it/on-line/Home.html) attraverso la quale transitano gli appalti per la gestione dei servizi di tutti gli uffici pubblici, e si passa da lì anche per l’acquisto dei materiali. Se invece di acquistare 1 matita ne compro 1000, o se invece di 1 computer ne compro 100, il prezzo si abbassa. Per una ragione di assoluto buon senso, alla fine degli anni ’90 nasce il centro unico di spesa, con l’obiettivo di razionalizzare e dare trasparenza alla pubblica amministrazione.
L’idea è buona, perché, fino a 10 anni fa, troppi amministratori compravano dai fornitori amici, realizzando un lucro personale a suon di tangenti. Attualmente, l’amministratore virtuoso, quello che vuole realmente risparmiare, non si trova la vita semplificata, ma gliela si complica, perché per dimostrare che l’azienda locale è conveniente per le casse del Comune o della Scuola, deve passare giornate a compilare montagne di carte. Il furbo invece chiede al fornitore amico di iscriversi al registro del ministero, compra da lui e magari si fa allungare la bustarella.
Attraverso Consip passano tutti i grandi appalti della pubblica amministrazione. È Consip a stabilire quali sono le società che dovranno svolgere i servizi di pulizia, facchinaggio e manutenzione negli edifici pubblici di tutta Italia, dal Senato, a palazzo Chigi, dal Viminale ai comuni, province, regioni fino ai tribunali. La somma nell’ultimo bando di gara è stata di 1 miliardo e 34 milioni di euro.
A Siracusa ci siamo accorti che, attraverso la Consip, l’amministrazione comunale ha affidato, tra gli altri, la fornitura quinquennale del “Servizio Integrato Energia” delle scuole, attraverso il CNS (consorzio nazionale dei servizi) alla società Manutencoop Facility Management; il servizio di pulizia dei locali e degli uffici pubblici per il triennio 2011/2014 alla PFE Spa di Milano; oppure la fornitura dei servizi energetici all’ENI, sempre passando attraverso una convenzione CONSIP, che però, da una verifica effettuata sulle bollette, ha messo in evidenza non poche discrepanze tra i costi applicati e quelli previsti dal contratto.
La Consip non è tenuta a controllare se il bene poi consegnato è conforme o meno al capitolato d’appalto. Il controllo viene esternalizzato ad una ditta che vince il bando e fa dei controlli a campione su determinate materie. La società che in questi anni ha effettuato i controlli per conto di Consip ha sede in Svizzera, a Ginevra, ed è la SGS, il cui Presidente è Sergio Marchionne.
Per capire come funziona il sistema degli appalti in Consip, vi invitiamo a rivedere la puntata di Report del 02/12/2013 (http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-3110b11f-140b-4983-8ad0-eea83dc1c97b.html). Nel servizio di Emanuele Bellano e Luca Chianca, si fa particolare riferimento alla società Manutencoop, che compare anche tra le ditte appaltatrici del Comune di Siracusa e che, fin dal 2004, ha finanziato il PD e molti dei suoi principali esponenti, dall’ex sindaco di Bologna Sergio Cofferati, al presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, passando per Claudio Burlando in Liguria fino al senatore Nicola Latorre.
Tra i servizi più remunerativi c’è quello delle pulizie delle scuole. Parliamo di circa 1 miliardo e 800 milioni di euro divisi su tredici lotti su tutto il territorio nazionale (Sicilia Lotto 11). Ad oggi ne sono stati assegnati 9. Ma su 9 assegnazioni, 3 sono andate a Manutencoop, 3 al Consorzio Nazionale dei Servizi (CNS). Ma il Consorzio Nazionale dei Servizi opera attraverso i suoi 212 associati, cioè un insieme di cooperative, e all’interno degli associati spunta di nuovo la Manutencoop.
La Manutencoop è una delle aziende più grandi del settore, con 15 mila dipendenti in tutto il territorio nazionale e tutte le strutture di contorno. Sempre nella puntata di Report, Gian Gaetano Bellavia, esperto di diritto penale dell’economia, afferma che, se Manutencoop trova un competitor valido che rischia di fargli perdere una fetta degli appalti su cui oggi basa i suoi profitti, la struttura stessa di Manutencoop rischia di collassare, perché è diventata così grande da non potersi più permettere di perdere grosse commesse.
Quando gli operatori, su un mercato che vale miliardi e miliardi di euro, diventano pochi e cominciano a contarsi sulle dita di una mano, comincia a diventare probabile che si siedano attorno ad un tavolo e si mettano d’accordo su come e quali appalti spartirsi. A questo punto è necessario che lo Stato vigili, perché nel momento in cui le aziende fanno cartello per non ostacolarsi e non farsi concorrenza, automaticamente viene escluso anche lo Stato e a rimetterci siamo noi cittadini.
Il sistema Consip era nato con le intenzioni di far risparmiare le strutture amministrative, ma, se fa aumentare la filiera, lo capisce anche un bambino che, inserendo un passaggio in più ci sarà un soggetto in più che ci vorrà guadagnare. Infatti adesso si assegna il servizio a Consip, la quale poi subappalta alle ditte, facendo lievitare i costi.
Sempre nella puntata di Report, si fa riferimento alla problematica dell’appalto pulizia nelle scuole. Siccome l’obiettivo è quello di risparmiare in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, proviamo a fare due conti. La pulizia dentro le scuole di solito la fanno i bidelli, e di questi ne servirebbero 11 mila circa. Costo, 300 milioni l’anno, ma c’è il blocco delle assunzioni, allora si è deciso di dare i lavori in appalto a delle ditte esterne. Queste ditte, che poi sono sempre le stesse 5 o 6 società che si prendono l’appalto Consip, ci costano circa 300 milioni, con il risultato che alla fine lo Stato non ha risparmiato nulla!!! Ma soprattutto avrebbe potuto dare posti di lavoro che servono!!!
Ma l’appaltatore dove ci guadagna? Guadagna sugli stipendi dei lavoratori, che se lo vedono abbassare sotto agli 800 euro, il che vuol dire meno contributi e una futura pensione da soglia di povertà.
Torniamo a Siracusa e agli appalti Consip. Dai documenti ufficiali del Comune abbiamo potuto appurare che sono in scadenza diverse convenzioni per forniture di servizi.
– Per esempio, ad Aprile 2014 scade la convenzione con la PFE spa di Milano per il servizio di pulizia degli uffici e dei locali pubblici del Comune di Siracusa. Costo: quasi 3 milioni di euro per il triennio 2011/2014 (http://files.meetup.com/615487/servizio%20pulizia%20uffici%20pubblici.PDF).
– O ancora, la fornitura del “Servizio Integrato Energia” per le scuole, dato a Manuencoop Facility Management per un periodo di 5 anni, dal costo, solo per la manutenzione straordinaria 2013, di 36.700 € (http://files.meetup.com/615487/scuole-manutencoop-consip.PDF).
E l’appalto per il servizio di telefonia mobile (Tim) o la fornitura energetica (ENI) delle strutture comunali. Lo stesso Santi Pane, Assessore al Bilancio del Comune di Siracusa, afferma, in una intervista dello scorso Ottobre, che “occorre partire dalla constatazione che il sistema della spesa pubblica del nostro Comune, in atto ormai da diversi decenni, è lontano da qualsiasi logica di buon governo e da criteri di economicità della spesa” (http://files.meetup.com/615487/delibera%20giunta%20137-piano%20triennale%20razionalizzazione%20spesa%202013.PDF ) .
Per quanto riguarda le utenze telefoniche, lo stesso Assessore Pani, riferisce di aver portato avanti “una analisi dettagliata dalla quale emerge un sistema di costi elefantiaco ed a tratti aberrante … una serie infinita di voci e costi aggiuntivi in bolletta che, sfuggendo ad un serio e puntuale controllo da parte dell’ente, incidono in maniera significativa sul bilancio del Comune”. Quindi tutta una serie di costi che, se razionalizzati, potrebbero portare a riduzioni drastiche, anche nell’ordine del 50% dei costi attualmente sostenuti. (http://www.informaresicilia.it/7883/pane-spending-review-il-comune-siracusa/).
Considerazioni analoghe possono essere fatte per i costi di fornitura dell’energia elettrica, dai quali emerge un prezzo medio (per MW di fornitura) che è ben al di sopra di quello fissato da Consip per il terzo lotto del territorio nazionale (al quale la Sicilia appartiene). Si potrebbe ipotizzare un risparmio di circa il 15-20% che, tradotto in cifre, significa oltre 200.000 euro all’anno.
Si può quindi affermare che in questi anni l’azienda fornitrice dei servizi ha condotto il gioco a suo piacimento, profittando della “scarsa attenzione” da parte degli organi dell’Ente al controllo e mantenendo una architettura di costi e servizi scandalosa.
Potremmo dilungarci con gli esempi, ma preferiamo fermarci qui. In un periodo di stretta sui conti, con un Comune che presenta il bilancio preventivo 2013 a fine novembre, cioè quando dovrebbe essere discusso e approvato il bilancio definitivo; con le risposte ancora non date sui reali debiti dell’amministrazione; a pochi giorni dall’applicazione di una delle tariffe più alte in Italia, la Tares, a fronte dei servizi peggiori forniti ai cittadini; di fronte alle frasi di circostanza del Sindaco nei confronti di un atto scandaloso, come quello di “copiare” di sana pianta il Piano di Sviluppo Generale del Comune di Siracusa, dal piano 2010/2014 del Comune di Cremona, beh, potremmo sicuramente dire che il bilancio di questi primi mesi di Amministrazione Garozzo ci fa sudare freddo se pensiamo al futuro.
Visto quello che abbiamo raccontato, le difficoltà economiche che, non solo Siracusa e i suoi cittadini stanno attraversando, la necessità di razionalizzare le spese, l’obbligo morale di cancellare lo spreco enorme di denaro pubblico e la coltre di nebbia che avvolge la Consip, chiediamo all’attuale amministrazione di verificare con molta attenzione l’affidamento dei servizi che richiedano il ricorso ad una convenzione Consip.
E’ auspicabile, in ultima analisi, che il Comune proceda a delle gare di appalto per individuare il nuovo fornitore e quindi consentire economie di costi, per esempio rivolgendosi a ditte o imprese locali, anche regionali: se consideriamo che per le utenze telefoniche (ed internet) e di approvvigionamento energetico, il Comune spende oggi cifre da capogiro, è facile comprendere come ci siano ampi spazi per recuperare risorse che potrebbero essere destinate ad investimenti produttivi o al miglioramento dei servizi offerti alla cittadinanza.
MoVimento 5 Stelle Siracusa, Grilli Aretusei


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