La favola delle due strade parallele

C’era una volta…è così che iniziano le favole e, di solito, esse hanno un lieto fine. Se la nostra storia avrà un lieto fine è ancora tutto da vedere. Ma andiamo con ordine.

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C’era una volta una strada di una città. Una come tante altre, asfaltata, con le targhe che ne indicavano il nome, il marciapiede (mica roba da poco, viste le condizioni del resto della città). Sotto la strada passava il collettore fognario, la rete elettrica, telefonica, idrica e il gasdotto. Su quella via passavano persino due linee urbane, l’autobus 3 e 4. La strada, in quel quartiere, non era tra le più grandi, ma collegava due arterie importanti ed era stata inserita persino nel piano di emergenza della Protezione Civile in casi di calamità.

Un bel giorno, qualcuno, decise che quella strada andava chiusa, costruendoci nel bel mezzo quattro gradinate in cemento armato intorno ad una piattaforma quadrata, denominata “Agorà”. Noblesse oblige.

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E perciò, niente più collegamento diretto con la strada principale, gli abitanti sono obbligati a fare un giro enorme per raggiungerla, le ambulanze percorsi pazzeschi, mentre, le volanti della polizia non passano proprio più. Sono state eliminate  senza colpo ferire, anche le due linee urbane, che permettevano, a coloro che erano sprovvisti di mezzi, lo spostamento in centro città. Ora restano gli schiamazzi, ad ogni ora del giorno e della notte dei giovani, a cui non pare vero di aver trovato un luogo, pressoché abbandonato, per le proprie scorribande.

E se vi dovesse essere un guasto ad uno dei tanti servizi che attualmente passano sotto le tribune in cemento armato? Nessun problema, il comune sta provvedendo a tutto: infatti, è in progettazione una strada parallela.

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Se quello che stiamo narrando fosse semplicemente il risultato letterario di un pessimo scrittore, potremmo anche farci quattro risate, ma purtroppo qui la faccenda è tremendamente seria! accade realmente!!!!

Innanzi tutto stiamo parlando di Via Adorno, alla Mazzarrona, che una volta c’era ed era collegata con via Foti. Ma adesso non c’è più.

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Immaginiamo, che ora ora i nostri lettori si stiano chiedendo che senso abbia avuto chiudere una strada già esistente per costruirne una parallela, che obbligherà al rifacimento di tutte le opere di urbanizzazione, con una esborso di soldi pubblici non quantificabile ma di sicuro, assai oneroso per la collettività. Questa domanda se la sono posta anche gli abitanti della zona e l’hanno girata un po’ a tutti: consiglio di quartiere, consiglio comunale, Sindaco, assessori, Prefetto, Protezione Civile, Regione, Tribunale, senza ottenere nessuna risposta! Anzi no, non è esatto. Ad onor del vero una risposta l’hanno ricevuta: una mail del Ministero dell’Economia e delle Finanze che preannunciava di girare la questione alla Ragioneria Generale dello Stato, per competenza. Ci sarà da divertirsi.

Il M5S ha raccolto la documentazione fornita dai  cittadini, siamo già oltre  le sessanta pagine, tutte estremamente interessanti, e sta approntando un’interrogazione parlamentare da presentare all’ARS in tempi brevi e, per competenza, agli organi giudiziari. I Grilli Aretusei avrebbero tante domande da porre al signor Sindaco ad iniziare da una semplice semplice: per esempio, gli chiediamo come può liquidare una faccenda simile, riguardante una strada che esiste da oltre 20 anni e che è inserita persino nel piano di evacuazione della Protezione Civile con la battuta infelice: “che qui si trattava di una strada privata”?

MoVimento 5 Stelle Siracusa, Grilli Aretusei

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