SBLOCCAITALIA, M5S: “ECCO IL NOSTRO DISEGNO DI LEGGE CHE ATTIVA L’ITALIA”
Roma – Un miliardo di euro speso in riqualificazione energetica genera fino a 17 mila posti di lavoro. Gli stessi fondi, dirottati in grandi opere, crea meno di mille posti di lavoro. Per rimanere sul miliardi di euro: investiti nelle energie fossili genera 500 posti di lavoro, che diventano 3000 invece nelle energie rinnovabili.
È la realtà e i numeri sono del Cresme e della Commissione di inchiesta sulla green economy della Camera dei Deputati. E sono i numeri su cui si fonda il decreto AttiVaItalia, un disegno di legge opposto al decreto SbloccaItalia, presentato questa mattina dai deputati del Movimento 5 Stelle della Commissione Ambiente e Attività produttive della Camera. Il testo targato M5S ribalta l’impostazione del decreto governativo: al posto di aumentare le concessioni e le trivellazioni, come prevede il decreto, il M5S propone di dirottare i fondi nelle rinnovabili.
«La prima grande opera pubblica di cui necessita il Paese è la riqualificazione energetica degli edifici: con gli stessi soldi immaginati dal governo per inutili tunnel, opere che mettono a rischio il territorio fragile, che non sono necessarie al territorio ma soltanto ai soliti appalti (semplificati) per i soliti amici degli amici, noi apriremmo migliaia di micro-cantieridiffusi nelle città», hanno detto i deputati.
Capitolo rifiuti: nello Sblocca Italia ci sono nuovi inceneritori, rifiuti che viaggiano per il Paese per dare nuova linfa a impianti che, in presenza di raccolta differenziata spinta, sono a corto di carburante, e che continuiamo a incentivare in bolletta.
«Noi siamo per la politica di riduzione dei rifiuti – spiega Stefano Vignaroli, vicepresidente della Commissione d’inchiesta sui rifiuti – anche quelli organici attraverso sconti della tariffa a chi pratica l’autocompostaggio così come indicatoci dalle linee guida europeeper la prevenzione dei rifiuti; contro la proliferazione degli imballaggi reintrodurremmo il vuoto a rendere, mediante cauzione, finalizzato al riuso circolare degli imballaggi stessi attraverso la creazione di una filiera del riutilizzo. Bisogna individuare e censire nell’intero territorio nazionale tutti gli impianti dove vengono svolte attività di preparazione per il riutilizzo, di pre-selezione meccanica, di compostaggio e autorizzandone di nuovi per perseguire, ancora una volta, gli obiettivi europei. Nel nostro piano, riteniamo strategici gli impianti di piccole e medie imprese che recuperano materia dai rifiuti urbani (sia da raccolta differenziata che indifferenziata residuale ) che devono essere autorizzati in via prioritaria e con la riduzione dei tempi previsti garantendo l’autosufficienza nazionale del recupero di materia».
Con l’articolo 7 lo SfasciaItalia bypassa il referendum e privatizza l’acqua. «Nell’Italia che vorremmo – spiega la deputata Federica Daga – l’acqua è un bene comune. Vogliamo fare ripartire i piani di gestione e tutela delle acque basati sui bacini idrici».
In allegato il disegno di legge del M5S: http://files.meetup.com/615487/AttiVaItalia_decreto.pdf
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